HERMES è il marketplace B2B di EUREKABIKE — in pilot, 980+ retailer connessi, 190.000+ prodotti normalizzati
04 — FAQ

Le domande di chi vive la filiera.

Sono le domande che brand, distributori e retailer ci hanno portato in centinaia di conversazioni — a fiere, in call, in incontri di lavoro. Le abbiamo raccolte qui per categoria, cercando di rispondere nel modo più diretto possibile. Se quella che hai in testa non c'è, scrivici: ti rispondiamo direttamente e, se la risposta serve anche ad altri, la pubblichiamo in pagina.

01

Per distributori

Le domande che ci fanno i Trade Marketing Manager dei principali distributori italiani.

HERMES non è competizione per il nostro B2B attuale?

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HERMES si aggiunge al canale, non lo sostituisce. Il distributore continua a operare sul proprio B2B tradizionale, dove i clienti storici hanno programmi di acquisto, scontistiche e condizioni personalizzate che restano intatte e che possono essere portate anche dentro il marketplace HERMES. Il controllo delle policy commerciali rimane sempre in mano al distributore.

Sul marketplace HERMES, il distributore mantiene il mestiere operativo che ha sempre fatto — logistica, magazzino, advisory, relazione commerciale — mentre HERMES si occupa di intermediazione dati e di intermediazione fiscale verso il retailer. È un canale aggiuntivo che intercetta vendite che oggi finiscono altrove (soprattutto verso il canale estero che salta la distribuzione italiana): non toglie traffico ai canali esistenti, ne recupera una parte che si stava già perdendo.

Sul pricing, HERMES applica il listino che il distributore mette a sistema — politiche promozionali e leve di aggressività restano nelle mani del distributore stesso, dentro i vincoli MAP/RRP del brand. La trasparenza non passa da un vincolo contrattuale di parità imposto dall'alto, ma dal fatto che per la prima volta nel bike trade ogni offerta di vendita è ricondotta al listino canonico del prodotto e quindi misurabile — restituendo al partner price intelligence reale (vedi Modello commerciale).

Chi fattura al retailer su HERMES?

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Su HERMES, la fattura emessa al retailer è di HERMES. Il distributore emette fattura a HERMES per il venduto, al netto della commissione concordata. È intermediazione fiscale by design, non un'opzione attivabile — è il modo in cui il marketplace è costruito per funzionare.

In pratica, questo significa che dal lato del distributore:

  • Un unico interlocutore di fatturazione (HERMES) invece di decine di retailer da gestire singolarmente
  • Cash flow consolidato con cadenze prevedibili
  • Rischio credito disintermediato — il rischio sul mancato pagamento del retailer non è più sul distributore
  • Amministrazione più leggera sul perimetro dei flussi che passano da HERMES

La logistica, la spedizione, il magazzino, la relazione commerciale e l'advisory verso il retailer restano dove sono oggi: nel distributore. HERMES si occupa esclusivamente dell'intermediazione dati e di quella fiscale.

Come funzionano le regole territoriali e di canale su HERMES?

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Ogni distributore e ogni brand configura nel proprio spazio HERMES le regole che vuole vedere applicate: aree geografiche di vendita, categorie di retailer ammessi, esclusioni puntuali, eventuali vincoli contrattuali ereditati da altri canali. Le regole che il partner definisce sono sempre rispettate dal sistema — nessuna eccezione, nessun override discrezionale.

La granularità è ampia: si possono definire regole a livello di brand, di linea, di categoria prodotto, di area geografica, di tipologia retailer. La configurazione resta una leva nelle mani del distributore/brand, modificabile nel tempo, sempre tracciata.

Cosa succede se i nostri retailer storici scoprono prezzi diversi sul marketplace?

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Il punto è meno fragile di quanto sembri, perché interviene un'architettura del sistema che disinnesca il problema alla radice. Il retailer non sa quale distributore lo sta servendo via HERMES fino a quando l'ordine non è concluso, pagato e pronto da spedire. L'identità del fornitore è protetta by design fino al fulfilment, quindi nemmeno volendo il retailer può "tornare al canale tradizionale di quel distributore" per replicare il prezzo del marketplace.

Sul pricing, HERMES applica il listino che il distributore mette a sistema. Politiche promozionali, aggressività, listini di stagione sono leve nelle mani del distributore, dentro i vincoli MAP/RRP che il brand definisce. Quello che HERMES garantisce non è "tutti i prezzi uguali per contratto", è qualcosa di più potente: ogni offerta di vendita sul marketplace è ricondotta al listino canonico del prodotto sottostante e quindi misurata — il partner riceve price intelligence reale sui propri numeri, e il sistema alimenta benchmark aggregati di mercato.

Il vantaggio che HERMES offre al retailer non passa quindi necessariamente dal prezzo più basso — ma anche dalla comodità dell'ordering, dall'esperienza d'uso, dall'accesso a un catalogo molto più ampio in un unico posto e dall'intelligence di mercato che oggi non ha.

Possiamo escludere singoli retailer dalle nostre vendite (es. clienti non solvibili)?

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Sì. Le policy di esclusione retailer sono configurabili dal distributore nel proprio spazio HERMES, e il sistema le rispetta sempre. Se un retailer ha uno scoperto non saldato col distributore A, il distributore A non vende a quel retailer — né sul canale diretto, né attraverso HERMES.

Sul marketplace, lo stesso retailer potrebbe comunque acquistare quei prodotti da altre fonti disponibili nel sistema (un distributore B che li offre, ad esempio). Il distributore A non ne diventa fornitore diretto e non entra nel flusso. Il risultato è che la vendita non viene persa dal sistema e le policy del distributore restano dove sono, senza compromessi.

Il dropshipping è demonizzato in casa nostra. Come si gestisce il minimo d'ordine?

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HERMES rispetta lo standard di MOQ del distributore. La logistica resta interamente al distributore così com'è oggi — niente spedizioni di singoli pezzi imposte dal marketplace.

La definizione dei minimi (per importo, per quantità, per categoria) viene allineata in fase di onboarding del partner, leggendola dai suoi attuali processi. HERMES si modella sulla logistica esistente, non chiede al distributore di adeguarsi a un suo standard.

Possiamo includere i nostri brand proprietari (es. brand giovani in fase di lancio)?

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Sì, ed è uno degli scenari su cui HERMES dà il contributo più chiaro. Per un brand giovane in fase di lancio, pubblicare i dati prodotto in modo strutturato sul marketplace è un canale di awareness verso retailer che oggi non lo conoscono ancora.

È una dinamica diversa da quella dei prodotti continuativi/storici, dove il negoziante "ordina a occhi chiusi" perché il brand è già nel suo radar: per i nuovi serve esposizione, per i continuativi basta un ordering più rapido. HERMES copre bene entrambi i casi.

Cosa devo fare concretamente per partire?

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Il primo passo è una conversazione bilaterale per disegnare insieme il perimetro del pilot: quali brand, quali categorie, su che orizzonte temporale, con quali regole territoriali e commerciali. Da lì costruiamo i termini operativi a quattro mani.

Sul piano tecnico, dal vostro lato serve un feed listino del catalogo selezionato, una mappatura territoriale dei retailer ammessi, la conferma degli standard MOQ e dei termini commerciali. Dal nostro lato ci occupiamo della configurazione del canale, dell'onboarding tecnico, dell'attivazione della governance dati e del setup contabile/fiscale del flusso.

I pilot tipici durano fra i 30 e i 90 giorni, con un checkpoint a metà percorso. Per fissare la prima call basta scrivere a jacopo.v@valiants.it.

02

Per brand

Le domande che ci fanno i Sales Manager dei brand componentistici (componenti, accessori, abbigliamento).

Cosa "deve mangiare" il sistema EurekaBike in termini di dati in ingresso?

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Lavoriamo sui dati commerciali del prodotto: codici univoci, descrizioni, attributi tecnici, categoria, immagini quando ci sono, listino. Non chiediamo dati produttivi — BOM, schede di ingegneria, costi industriali restano dove sono oggi, nei vostri sistemi PLM interni.

Sul formato decidete voi: Excel, CSV, JSON, API. Il sistema ingerisce e normalizza, indipendentemente da come arriva il file. Una parte importante del nostro lavoro è proprio assorbire formati eterogenei e restituire un output standardizzato.

Il perimetro esatto del primo dataset viene concordato in fase di onboarding e di solito si parte da un sottoinsieme contenuto — per esempio 300-500 SKU di una linea specifica, oppure tutti i prodotti dell'anno in corso — per avere risultati tangibili in fretta prima di allargare.

Abbiamo 3 sistemi diversi di gestione dati prodotto interni. Come gestiamo?

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È la norma, non l'eccezione. La maggior parte dei brand bike ha più sistemi accumulati negli anni — gestionale storico, un PIM dedicato a una linea specifica, l'ecommerce che gestisce i suoi attributi per conto suo.

EurekaBike non vi chiede di consolidarli internamente prima di parlare con noi. Assorbiamo dati da sorgenti diverse, anche con formati eterogenei e qualità non uniforme. La normalizzazione la facciamo noi — è proprio il cuore di quello che il sistema sa fare.

L'unica cosa che chiediamo al vostro responsabile prodotto è di aiutarci a mappare: quale sottoinsieme di dati è disponibile, in quale sistema vive, in che formato esce. Da lì in poi ce ne occupiamo noi.

Quali dati condividiamo? Quali sono più sensibili?

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La scelta resta nelle vostre mani. In fase di pilot, di solito si parte con tre famiglie di dati:

  • Dati commerciali: codici, descrizioni, listino al pubblico, attributi tecnici, categoria
  • Schede prodotto: contenuti editoriali, immagini, compatibilità
  • Disponibilità: stock indicativo o real-time, secondo cosa è più sostenibile per voi

Non vi chiediamo e non condividiamo dati sensibili come i prezzi di acquisto dei distributori, le condizioni commerciali specifiche brand-distributore o i dati industriali. La logica di governance resta lineare: chi conferisce decide cosa esce e cosa no.

Accettiamo che i competitor brand vedano dati aggregati dei nostri prodotti?

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Solo in forma aggregata e anonimizzata, dentro i trend di mercato — mai con dati identificativi brand-by-brand. La granularità con cui partecipate al dataset comparativo si imposta in fase di onboarding e resta una vostra leva.

Sellout aggregato, trend di categoria, distribuzione geografica sono effettivamente la parte di valore comparativo che rende utili gli insight a tutta la filiera. Le specifiche dei vostri prodotti, invece, restano sotto la vostra governance — non entrano nel pool comparativo se non lo decidete voi.

Come si "chiude il loop" dei dati lungo la supply chain?

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È il valore strategico più distintivo di HERMES per un brand. Oggi un brand vende ai distributori in pre-ordine e poi perde traccia di cosa succede a valle: quale retailer ha comprato cosa, in quale geografia, a quale velocità, a quale prezzo finale.

HERMES, orchestrando le transazioni B2B, raccoglie i dati di sellout a livello retailer. Quei dati, anonimizzati e aggregati, possono essere restituiti al brand come intelligence di mercato — chiudendo il loop fra le decisioni di linea (produzione), i pre-ordini ai distributori e le vendite reali al negozio.

È un livello di visibilità che ad oggi non viene offerto da altri attori del settore. Per un brand significa poter prendere decisioni di prodotto guardando segnali di mercato concreti, e non più solo l'intuizione del category manager.

03

Per retailer

Le domande che ci fanno i negozianti che valutano se accedere al marketplace.

Perché dovrei comprare su HERMES invece che dai miei distributori abituali?

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I distributori abituali restano dove sono. HERMES è un canale aggiuntivo che ti dà comodità d'uso, ampiezza di catalogo, ordering più snello:

  • Un solo login per arrivare a tutti i distributori del marketplace
  • Catalogo molto più ampio rispetto al B2B di un singolo distributore
  • Caricamento automatico degli ordini sul tuo ecommerce
  • Integrazione con i tuoi sistemi (gestionale, ecommerce)
  • Dati di mercato e benchmark che oggi non hai

Sul prezzo l'allineamento col canale tradizionale è strutturale, quindi non c'è un vantaggio economico a passare da HERMES. Il vantaggio è tutto sul lato dell'esperienza d'acquisto.

I prezzi su HERMES sono diversi dal canale tradizionale del distributore?

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Possono variare. Su HERMES ogni distributore controlla il proprio pricing — quindi potresti vedere offerte promozionali, listini di stagione o aggressività competitiva diverse da quelle che trovi sul canale tradizionale. Quello che non puoi fare è collegare un'offerta specifica a un distributore specifico: l'identità del fornitore resta opaca fino a quando l'ordine non è concluso, pagato e pronto da spedire, quindi non puoi "scoprire" che è il tuo distributore abituale e chiedergli lo stesso prezzo sul canale diretto.

I vincoli MAP/RRP dei brand restano in vigore — il prezzo che vedi non scende sotto i livelli che il brand consente al canale di praticare. E le scontistiche personalizzate che hai costruito nel rapporto bilaterale col tuo distributore storico restano in quel rapporto: su HERMES vedi i listini che i distributori mettono a sistema, e le condizioni speciali continuano a passare dal tuo riferimento commerciale di sempre.

Vedo da quale distributore sto acquistando?

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No, non fino a quando l'ordine non è concluso, pagato e pronto da spedire. Su HERMES, l'identità del distributore che fornisce il prodotto è opaca lato retailer durante tutta la fase di esplorazione e ordering. La conosci solo quando il fulfilment sta per partire.

È una scelta di design del marketplace, non una limitazione operativa. Da un lato tutela i distributori — il marketplace non diventa un canale per fare "shopping di prezzo" mettendo distributori in concorrenza diretta fra loro. Dall'altro semplifica il tuo flusso: su HERMES hai un unico fornitore di fatturazione (HERMES stesso), indipendentemente da quale distributore evade fisicamente l'ordine.

La fattura che ricevi è di HERMES. La merce arriva dal distributore che, dietro le quinte, ha la disponibilità nel proprio magazzino e rispetta le regole territoriali e commerciali del sistema.

Come accedo a HERMES?

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HERMES è ancora in fase di pilot. L'apertura ai retailer si farà progressivamente, man mano che i distributori partner saranno pienamente operativi sulla piattaforma.

Se sei un retailer interessato a essere fra i primi ad accedere quando il marketplace sarà aperto, scrivici a jacopo.v@valiants.it: ti aggiungiamo alla lista di early access e ti contattiamo appena si apre la finestra giusta.

04

Governance e dato

Le domande di principio che emergono quando si guarda il modello da vicino.

Il modello commission % non crea un conflitto di interessi? Non favorite chi vi fa guadagnare di più?

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È la domanda più importante che ci venga fatta e merita una risposta che sta nel modello, non in un argomento retorico. Le tre scelte strutturali descritte nel Modello commerciale sono pensate proprio per disinnescare quel conflitto:

  • Fee uniformi per categoria — tutti i partner della stessa categoria pagano la stessa percentuale, pubblicata, non rinegoziabile. Non esiste un trattamento riservato per chi fattura di più.
  • Algoritmo di visibilità con criteri pubblicati — la posizione nei risultati dipende da rilevanza, completezza del dato, geografia, disponibilità a stock. Non si compra una posizione migliore: la funzionalità non esiste.
  • Governance trasparente nel tempo — listino fee pubblico e versionato, algoritmo documentato, e l'impegno a istituire un advisory board di filiera quando il marketplace raggiungerà una scala rilevante.

L'imparzialità di un marketplace, perché regga negli anni, deve smettere di essere una dichiarazione e diventare una proprietà del sistema.

Perché allora una commission % e non un modello subscription puro?

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Onestamente, per un motivo concreto: in fase di costruzione iniziale, né un distributore né un retailer accetterebbero di pagare un canone fisso per accedere a un marketplace che non ha ancora garantito vendite. È una constatazione che viene da sedici anni di esperienza nel settore, prima ancora che da una scelta di modello.

La commission % è il modello che ci permette di partire e costruire l'infrastruttura senza chiedere capitale di rischio ai partner. Il prodotto di lungo periodo sono i dati di mercato aggregati, che saranno vendibili a tutta la filiera nella fase due (la sequenza completa è descritta nel Modello commerciale).

Preferiamo dirlo apertamente: la commission ci serve per partire, il prodotto dati è dove il modello si stabilizza nel tempo.

EurekaBike non potrebbe diventare "il distributore globale" e sostituirci?

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No, e ne abbiamo fatto una scelta strutturale del modello (è descritta in dettaglio nel Perimetro). EurekaBike è un layer di intermediazione dati e fiscale. Non facciamo logistica, non gestiamo magazzino, non costruiamo capacità di credito territoriale, non interpretiamo il ruolo operativo del distributore. Non sono cose che ci riserviamo di fare "più avanti" — sono mestieri che richiedono anni di accumulazione specifica e che il nostro revenue model e la nostra struttura organizzativa non ci permettono di costruire.

Il fatto che HERMES sia il soggetto fatturante verso il retailer riguarda solo l'intermediazione fiscale del flusso del marketplace, non sostituisce il rapporto operativo distributore-retailer. Il distributore continua a essere il distributore: cambia solo che, sul perimetro del marketplace, l'amministrazione fiscale è consolidata su HERMES invece di essere frammentata su decine di rapporti bilaterali.

Quello che sappiamo fare — aggregare e normalizzare dati di filiera, far funzionare un marketplace di scala — è complementare al lavoro del distributore, non in competizione. Sono mestieri che producono valore in modi diversi, su layer diversi del sistema.

Come gestite la coerenza del data model multi-brand nel lungo periodo?

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È uno dei problemi più ostici del nostro settore ed è il cuore di quello che facciamo. Lo affrontiamo con tre concetti (dettaglio nella pagina Tecnologia):

  • Listino canonico univoco che lega qualsiasi annuncio di vendita a un master ID prodotto
  • Sistema verticale specializzato bike, con tassonomia e attributi modellati conoscendo la filiera
  • Tracciabilità dell'origine — ogni dato che entra è etichettato con la sua fonte

Dopo sei anni di iterazione, la complessità è qualcosa che il sistema ha già imparato a gestire: nuove tecnologie introdotte da nuovi brand entrano come dimensione confrontabile dentro il modello, non come campo testo libero a fianco.

Per i partner che preferiscono vedere come funziona davvero, invece di leggerlo, organizziamo demo tecniche dedicate. Richiedi demo →

Qual è il perimetro del pilot attualmente in corso?

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Il pilot è volutamente circoscritto: copre i prodotti di un singolo brand distribuiti da un singolo distributore. Niente altri brand del portfolio del distributore, niente altri distributori del brand, niente vendita diretta al consumatore. È una scelta deliberata per tenere l'esperimento focalizzato.

L'obiettivo è validare l'infrastruttura tecnica e la governance dei dati su transazioni reali, in un contesto controllato. La durata indicativa è di 30-90 giorni, con un checkpoint a metà del percorso per allineare i risultati ottenuti con le prossime decisioni.

Quello che ci aspettiamo come output è triplice: una governance validata sul campo, un dataset comparativo dimostrabile, e un framework di estensione che renda lineare l'apertura ad altri brand quando i tempi saranno maturi.

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